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Una guida alla Dislessia

Luoghi Comuni sulla Dislessia

Mito – la dislessia è più frequente tra persone in condizioni di inferiorità.

Realtà - la dislessia e lo stato sociale non sono correlati. La dislessia ha origini genetiche; non è causata da povertà, istruzione o incuria ambientale. Tuttavia, questi fattori possono contribuire ad aggravare gli effetti della dislessia e avere delle conseguenze negative sulla possibilità di impiego.

 

Mito – la dislessia può essere sopravvalutata.

Realtà - la dislessia perdura nel bambino. È una condizione duratura che però può essere minimizzata nei suoi effetti negativi con un intervento repentino.

 

Mito - la dislessia non può essere identificata prima dell’età scolare.

Realtà - la possibilità per un individuo di sviluppare segni di dislessia può essere individuata in bambini molto piccoli e della scuola materna quindi prima dell’inizio delle scuole elementari. Prima si individua il problema e prima si riesce ad intervenire con l’aiuto e il supporto necessario.

 

Mito - le persone intelligenti non posso essere dislessiche.

Realtà - la dislessia e l’intelligenza non sono correlate. La dislessia si può manifestare su ogni individuo indipendentemente dal suo quoziente intellettivo. Le persone dislessiche possono essere estremamente brillanti, altamente talentuose e creative.

 

Mito - la dislessia non è ereditaria.

Realtà - falso! La dislessia può essere ereditaria.

 

Mito - la dislessia è causata da problemi di percezione visuale.

Realtà – falso.

 

Mito - la dislessia è una malattia.

Realtà - la dislessia non è una malattia è non può essere curata; è una differenza di apprendimento i cui effetti possono essere ridotti attraverso interventi adeguati, regolari e intensivi e duro lavoro.

 

Mito - le persone dislessiche non possono avere un buon rendimento a scuola.

Realtà - molti degli studenti dislessici sono i più bravi all’interno della classe e possono essere validi studenti non solo se hanno forte motivazione e lavorano molto duramente ma anche se gli vengono fornite le condizioni necessarie in classe che gli permettono di mostrare il loro potenziale nonché le loro conoscenze.

 

 

Mito - le persone dislessiche hanno sempre gravi problemi con la lettura.

Realtà - una formazione efficiente aiuta a leggere in modo accurato, infatti alcuni individui dislessici sviluppano ottime strategie al riguardo e diventano dei buoni lettori. Tuttavia altri individui dislessici potrebbero continuare a leggere lentamente e non in maniera automatica.

 

Mito - i bambini con dislessia sono pigri, dovrebbero impegnarsi di più.
Realtà - individui dislessici mostrano un’insolita attività celebrale quando leggono. Anche essendo intelligenti, motivati, istruiti e diligenti, spesso devono far fronte a difficoltà nell’elaborazione e nel significato delle informazioni. Un intervento appropriato e la disposizione di condizioni adeguate in classe, può aiutarli a superare tali difficoltà.

 

Mito - la dislessia è più frequente nei maschi rispetto alle femmine.
Realtà - l’incidenza della dislessia è analoga tra maschi e femmine ma generalmente i maschi sono i primi ad essere accertati poiché le ragazze sviluppano strategie di approccio (es. tendono ad essere silenziose, scelgono di sedersi nelle ultime file, tendono ad essere molto diligenti o addirittura cercano di essere invisibili).

 

Mito - le persone con dislessia posso essere curate o aiutate attraverso trattamenti specifici, ad esempio pasticche all’olio di pesce, vitamine, massaggio terapia, lenti colorate, esercizi visivi, occlusione oculare, esercizi per l’equilibrio o procedure di riassetto celebrale.
Realtà - contrariamente al clamore mediatico, nessuna di queste cure apparentemente miracolose è stata scientificamente provata essere effettiva.

 

Mito - Se un bambino trova difficile imparare a leggere e scrivere allora è dislessico.
Realtà - la dislessia non è senza dubbio l’unica causa di difficoltà legate alla lettura. Non tutte le difficoltà di lettura e spelling sono di natura dislessica ma possono essere determinate ad esempio da disturbi di udito e vista, inappropriate istruzioni o confusione. Inoltre, la dislessia non causa solo problemi di lettura, un bambino dislessico mostra altrettanti campanelli di allarme.

  • La dislessia non fa riferimento solamente a problemi legati alla lettura, è una condizione legata allo sviluppo con origini neurologiche e segni comportamentali di diversa entità.
  • La dislessia è una tipologia di difficoltà specifica che si manifesta in primo luogo con difficoltà nella lettura e scrittura ma questi segnali non sono correlati solamente con la lingua scritta. Problemi di alfabetizzazione possono essere accompagnati da problemi presenti in altre aree riservate alle funzioni cognitive (es. poca concentrazione, difficoltà a mantenere l’attenzione, problematicità ad assimilare le informazioni e scarse capacità motorie).
  • Influenze ambientali e/o culturali e differenze tra individui (es. età, motivazione, personalità, sostegno sociale, ambiente familiare, insegnamento, opinioni culturali, fattori socio- economici, metodi educativi, il sistema ortografico e la lingua) non sono la causa della dislessia ma possono ridurre o intensificarne i segnali.
  • Le difficoltà che incontrano talvolta studenti con dislessia sono molto spesso inaspettate tenendo conto della loro età e delle loro capacità cognitive.
  • A dispetto di difficoltà nella lettura e nello spelling, studenti dislessici possono essere più preparati in altre materie e mostrare diverse abilità.
  • Le difficoltà legate alla dislessia assieme a difficoltà di decodifica e di spelling potrebbero causare problemi di lettura, il che a sua volta, limita l’accrescimento del vocabolario e delle conoscenze.

 

Il presente documento è stato estatto e tradotto dalla rivista Pearson "The Handy Little Guide to Dyslexia" di Joanna Nijakowska.

Troverete l'originale allegato qui sotto.

Dyslexia in the Classroom
5KZ0j7IE-Dyslexia in the classroom.pdf
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